Il 3 febbraio 2026, Relais & Châteaux ha presentato quattro iniziative congiunte con l'UNESCO che abbracciano più continenti per promuovere pratiche sostenibili nell'ospitalità e nella gastronomia, in armonia con tutta la vita sulla Terra.
Questa tappa fondamentale si inserisce nel solco della partnership strategica stabilita nel 2024 tra Relais & Châteaux e l'UNESCO. I progetti riuniscono chef di fama mondiale con siti e convenzioni designati dall'UNESCO, tra cui le Riserve della Biosfera, i Siti del Patrimonio Mondiale, i Geoparchi Mondiali e il Patrimonio Culturale Immateriale. Ciascuna delle quattro proprietà Relais & Châteaux (FYN Restaurant in Sudafrica, Maison Pic in Francia, Eleven Madison Park negli Stati Uniti e L'Effervescence in Giappone) lavora per approfondire il proprio impegno nella biodiversità e nell'azione per il clima, sostenendo le comunità locali e mobilitando un pubblico ampio verso pratiche e comportamenti più sostenibili, in linea con i 12 impegni di Relais & Châteaux e il mandato dell'UNESCO.
All'origine di questa iniziativa c'è Mauro Colagreco, Vicepresidente Chefs di Relais & Châteaux e Chef proprietario del ristorante Mirazur a Mentone. Nominato Ambasciatore di Buona Volontà dell'UNESCO per la Biodiversità nel 2022, Mauro Colagreco infonde nelle sue creazioni culinarie una profonda consapevolezza ambientale, diventata la bussola del suo lavoro. Il suo ristorante Mirazur è stato il primo al mondo a ottenere la certificazione «plastic free» ed il primo ristorante tre stelle a ricevere il marchio B-Corp.
«Come Ambasciatore di Buona Volontà dell'UNESCO per la Biodiversità, ho trascorso gli ultimi tre anni a difendere la biodiversità e a ispirare quante più persone possibile a unirsi a questa missione collettiva. Nel mio ruolo di Vicepresidente Chefs di Relais & Châteaux, ho l'onore di lavorare con una straordinaria rete di chef provenienti da oltre 800 ristoranti in 580 proprietà in 65 paesi per plasmare il futuro della gastronomia e il suo legame vitale con la natura. Credo che la cucina abbia il potere di trasformare il mondo. Non si tratta solo di creare sapori, ma di vivere insieme — condividere il tempo, cucinare fianco a fianco e creare momenti ricchi di significato. Si tratta di forgiare ricordi, tramandare ricette, conoscenze e savoir-faire di generazione in generazione. E soprattutto, di immaginare nuovi sistemi alimentari per nutrire la vita e l'armonia. Questa visione prende forma attraverso questi quattro progetti pilota — dalla tutela delle specie autoctone in Africa e dalla pesca sostenibile in Asia, alla salvaguardia del savoir-faire culinario in Europa e all'educazione alimentare centrata sulle comunità in Nord America — ciascuno a dimostrazione di come la gastronomia possa proteggere attivamente gli ecosistemi», dichiara Mauro Colagreco, Vicepresidente Chefs di Relais & Châteaux e Ambasciatore di Buona Volontà dell'UNESCO per la Biodiversità.
I progetti si avvalgono dell'esperienza dell'UNESCO nella salvaguardia del patrimonio culturale immateriale e nella preservazione della biodiversità. Ogni proprietà si impegna a realizzare almeno un'azione sostenibile attorno ai seguenti tre assi: rispettare tutta la vita sulla Terra e ridurre al minimo il proprio impatto sulla natura; preservare e trasmettere le conoscenze e le pratiche locali; perseguire l'eccellenza e la solidarietà per ispirare il cambiamento a livello locale e internazionale.
«Questi quattro progetti rappresentano la prima espressione concreta della nostra partnership con l'UNESCO. Valorizzando ingredienti autoctoni o dimenticati, preservando il patrimonio culturale immateriale e il savoir-faire, promuovendo l'educazione alimentare e sostenendo un approvvigionamento responsabile, questi rinomati chef di Relais & Châteaux incarnano i nostri impegni per la sostenibilità in armonia con tutta la vita sulla Terra», dichiara Laurent Gardinier, Presidente di Relais & Châteaux.
«Questi progetti mostrano come la gastronomia possa diventare una forza con e per le persone — proteggendo la biodiversità, mantenendo vivo il patrimonio culturale e promuovendo stili di vita più sostenibili. Collaborando con Relais & Châteaux e le sue proprietà, l'UNESCO contribuisce a tradurre il rispetto per tutta la vita sulla Terra in azioni concrete, radicate nel know-how delle comunità locali e condivise a livello globale», ha dichiarato Khaled El-Enany, Direttore Generale dell'UNESCO.
Lo Chef Peter Tempelhoff, della proprietà Relais & Châteaux FYN Restaurant in Sudafrica, integra nella sua cucina ingredienti provenienti direttamente dalla Riserva della Biosfera di Kogelberg e dalle Aree Protette della Regione Floreale del Capo, Sito del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO, con un focus sulle specie autoctone. Coltiva queste specie nelle fattorie di FYN e lavora per sensibilizzare sull'importanza ecologica, scoraggiando attivamente la raccolta illegale.
La Chef Anne-Sophie Pic, della proprietà Relais & Châteaux Maison Pic in Francia, attinge la maggior parte degli elementi vegetali della sua cucina dal suo terroir locale — la Drôme e l'Ardèche, due regioni note per l'agricoltura biologica — in partnership con l'UNESCO per promuovere questo patrimonio culturale vivente. Al cuore di questa iniziativa c'è l'Auberge du Pin, la casa della sua bisnonna e culla del patrimonio familiare, oggetto di una graduale riabilitazione dal 2003. Anne-Sophie Pic continua a esplorare il potenziale del mondo vivente, rafforzando il legame tra biodiversità agricola e selvatica attraverso la reintroduzione di antiche varietà vegetali.
Lo Chef Daniel Humm, della proprietà Relais & Châteaux Eleven Madison Park a New York, si approvvigiona dalla Riserva della Biosfera di Champlain–Adirondack in collaborazione con produttori locali e indigeni. Sta lanciando il «Food Futures Lab» — co-creato con la Riserva della Biosfera e altri stakeholder locali — per favorire l'educazione e l'innovazione nella biodiversità e nella cucina vegetale, documentando al contempo le conoscenze locali per una diffusione internazionale.
Lo Chef Shinobu Namae, della proprietà Relais & Châteaux L'Effervescence in Giappone, sta costruendo una rete di parti interessate attorno ai Siti del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO dell'isola di Amami-Oshima, dell'isola di Tokunoshima, della parte settentrionale di Okinawa e dell'isola di Iriomote. La sua iniziativa dimostra come metodi di pesca a basso impatto — come la pesca in apnea con fiocina — combinati con sforzi di conservazione come la rigenerazione delle praterie marine, possano ripristinare attivamente gli ecosistemi marini. Lavorando a fianco di pescatori e comunità locali, documenta i saperi tradizionali e condivide con ospiti e partner un'idea semplice ma potente: rigenerare le foreste sottomarine è tanto essenziale quanto restaurare quelle sulla terraferma.
